Il ’77 raccontato attraverso l’obiettivo di Enrico Scuro

Il ’77 raccontato attraverso l’obiettivo di Enrico Scuro

Francesco Salvucci
Bologna Teatri

 

La memoria, il tempo e la rappresentazione diretta della realtà sono le caratteristiche della fotografia per cui, delle volte, leghiamo un ricordo o una particolare emozione a un’immagine. La fotografia ci aiuta a ricordare e non dimenticare. Su questi principi del medium fotografico si basa anche la mostra Assalto al Cielo, le immagini del’77 (dal 5 al 28 aprile dalle ore 12 alle 15:30 presso il Foyer Respighi del Teatro Comunale). Attraverso le sue immagini Enrico Scuro prova a trasmetterci, attraverso l’obbiettivo della sua Canon Ftb di seconda mano, le sensazioni della vita universitaria bolognese di quel periodo.

Ex studente Dams, Scuro si ritrovò quasi per caso a essere il fotografo del movimento: «Ero l’unico del movimento che avesse una macchina fotografica, così ne diventai il fotografo». Le sue foto, che lui preferisce però chiamare immagini, immortalano i momenti più concitati del ‘77 bolognese con una strabiliante pulizia stilistica, creando un affascinante contrasto fra l’ordine delle sue fotografie e il caos di quel periodo.
A proposito del suo stile afferma: «Mi sono ispirato ai quadri del 500. Volevo riuscire a far passare un concetto attraverso le mie fotografie, come facevano i grandi pittori del 500». Altre dichiarazioni si trovano nella nostra intervista a fondo pagina.

Scuro, ormai bolognese d’adozione, in questa mostra al foyer Respighi del Teatro Comunale di Bologna, grazie anche all’aiuto di installazioni sonore e video storici, riesce a trasportarci indietro di quarant’anni, dall’occupazione del Dams iniziata nel febbraio del ’77 sino al 25 settembre dello stesso anno, ultima delle tre giornate del convegno contro la repressione, passando per i cortei per Francesco Lorusso e tanti altri intensi momenti.

Una mostra molto interessante, per capire meglio o ricordarsi cosa è stato il movimento del ‘77, una delle ultime occasioni in cui la cultura ha avuto la forza di contrapporsi alla politica, periodo che Stefano Bonaga, filosofo e professore dell’Università di Bologna, descrive, durante il suo intervento all’inaugurazione della mostra, come «anni in cui la parola ha riconquistato la sua forza».

Autonomia e auto-valorizzazione: questi sono i valori per cui ci si batteva nel ‘77, idee opposte rispetto alle mobilitazioni degli anni precedenti. Non si puntava più alla centralità delle istituzioni e dei poteri, come nel ‘68, ma al contrario si tentava di creare una nuova consapevolezza collettiva. Per la prima volta ci veniva mostrata la società come la conosciamo oggi; non a caso temi come il precariato, oggi tremendamente attuale, venne trattato per la prima volta in quel particolare periodo storico.
Interessantissimi anche i vari approfondimenti su Radio Alice, i video dei Dodo Brothers e la scheda sulla sperimentazione teatrale di quegli anni, che aiutano lo spettatore a farsi una panoramica a 360 gradi sul ’77, mostrando un attivismo politico che, oggi, sembra non esserci più.

 

 

 

 

 

 

 

http://www.bolognateatri.net/2017/04/14/il-77-raccontato-attraverso-lobiettivo-di-enrico-scuro/