Umbria Jazz 1976. Villalago

Umbria Jazz. Villalago, 24 luglio 1976

2 comments

  1. Villa-Lago, orpo di bacco, e chi se la ricordava…, c’è il Bonetti su quei scalini, chi sa poi la Nine (me ne innamorai ma non ebbi cuore di dirglielo, ero già un persòne a quei tempi…, Siglinde dove sei ora..), sul palco arrivò una “poetessa”, doveva esser la cugina del sindaco, la quale ci strappò la pelle con dei versi su quanto eravamo bbuoni e bbravi a dormir tra le stelle e con la libbbertè negl’occhi (non la lasciammo finire, ma appunto con molta libbertè..), ragazzi, ma com’è che è andata a finire così, eravamo tutti quanti rossi, eravamo tutti quanti stonati, eravamo tutti quanti svegli, intelligggenti e spirituali (non sono pippe, andava proprio così, mica come ora che il più dritto è figl’abbossi.., cavoli, abbiamo tutti più di 50anni, anche i compagni che han mollato prima.., che ne dite, ci staran aspettando, quei junkoni, alla fin di nostra vita?

  2. Non ricordo chi suonasse quella sera a Villa Lago, tra le piante, capelli lunghi, odor di fumo e patchouli, musica e amici. Io e Maurizio lì a domandarci, un po’ spaventati, se il terreno su cui camminavamo fosse diventato una nuvola.

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