Settimana Santa a Cerignola

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  1. Venerdì Santo. Processione della Desolata
    All’ imbrunire, ecco snodarsi dalla Chiesa di S. Agostino, nella Terra Vecchia, la processione della Desolata.
    Anticamente i Canonici Regolari officiavano la processione con la gente del borgo, infatti il culto della Desolata era praticato già nel XVIII secolo.
    Il simulacro portato in processione è un gruppo statuario caratteristico, risalente alla metà dell’ ‘800: una Madonna Addolorata con abiti neri ricamati e sul petto un cuore d’ argento trafitto da un pugnale, un Cristo Morto adagiato sul suo grembo, due angioletti che recano i simboli della Passione, la corona di spine e la scritta “INRI” e, dietro la Vergine, un Angelo che adagiando un braccio sulle sue spalle la consola, in quanto colpita da tanto e immenso dolore.
    Sovrasta il gruppo una Croce con il sudario. Davanti, una lumiera con ceri rende ancora più suggestiva l’ atmosfera. Anticamente su di essa venivano appuntate banconote quale obolo per le necessità della Chiesa.
    La processione è officiata da tempi remoti dalla Confraternita del SS. Sacramento. Essa si snoda dapprima per le suggestive e anguste viuzze della Terra Vecchia, aperta dalla Croce Calvaria, i fedeli, i confratelli, due Cristi Rossi, il simulacro affiancato da quattro lampieri con nastro nero in segno di lutto e poi i portantini di tutte le età, con una devozione che rende sopportabile il peso della statua, impropriamente detta “Desolata” e che altro non è che la “Pietà”.
    Poi si affaccia anche nelle strade ottocentesche della città, fino a raggiungere il corso principale, la strada larga per poi rientrare in Chiesa attraversando piazza castello e via della Chiesa, transitando davanti alla Chiesa Madre.
    Da diversi anni i confratelli recano una torcia che illumina le strade e il volto piangente e addolorato della Madonna che ha un’ espressione singolare e unica nell’ atto di guardare il corpo, ma soprattutto il volto sfigurato e insanguinato del Figlio.
    Chiude il corteo la banda cittadina che esegue le struggenti marce funebri

    Testo a cura di Franco Conte, tratto dal volume “Settimana Santa”, Centro Grafico Foggia, marzo 2010.
    http://lamiasettimanasanta4a7.blogspot.com/2010/04/venerdi-santo-processione-della.html

  2. Venerdì Santo. Processione dei Misteri
    Il Venerdì Santo, al mattino, esce la processione dei Misteri dalla Chiesa della Addolorata, organizzata da sempre dalla Confraternita omonima.
    La processione potrebbe risalire al secolo XVIII, in quanto le quattro statue dei Misteri e quella della Vergine Addolorata, collocata sulla pala dell’ altare maggiore, risalgono al 1780. Le quattro statue dei Misteri, raffiguranti l’ orazione di Gesù nell’ orto, Gesù alla colonna, Gesù con la canna o Ecce Homo e Gesù caricato della croce, venivano portati a spalla dai confratelli dei sodalizi confraternali del Carmine, di S. Giuseppe e della Addolorata.
    Dinanzi al primo Mistero prendeva posto il Cristo Rosso della Confraternita dell’ Addolorata; dinanzi al quarto Mistero quello di S. Giuseppe e davanti alla Madonna Addolorata, per dovere di ospitalità, il Cristo Rosso del sodalizio carmelitano.
    Ai lati di ciascuna statua, confratelli con lampieri con fasce nere in segno di lutto e forcelle che servivano per adagiarvi le statue durante le soste che si osservavano durante il percorso.
    Al centro, gli officiali delle Confraternite, il Padre Spirituale e poi la Madonna, portata a spalle, solamente dai confratelli dell’ Addolorata e scortata da quattro carabinieri.
    La processione si snodava verso il rione S. Matteo, transitando lentamente, al ritmo cadenzato del rullio dei tamburi della banda cittadina che imprimeva il passo al corteo.
    Il simulacro della Vergine Addolorata entrava in tutte le chiese per visitare il proprio Figlio.
    Attraversate le anguste vie dei rioni periferici, la processione proseguiva verso la Chiesa del Carmine, poi verso S. Gioacchino, S. Antonio, Duomo, S. Domenico, Assunta, Purgatorio, per immettersi nelle suggestive viuzze della Terra Vecchia, passando davanti alla Chiesa Madre e alla Cappella di S. Agostino.
    Il personaggio predominante dei riti di questa Settimana Santa è il Cristo Rosso, inteso nella tradizione popolare come il Cireneo che aiutò Cristo a portare la croce.
    Il Cristo Rosso è interpretato da un confratello che indossa tunica e cappuccio di color rosso, cinto ai fianchi da una ruvida fune e sul capo una corona di spine.
    Il suo avanzare cadenzato, piegato sulle ginocchia, dimostra quanto sia pesante il legno della croce. Avanza al ritmo delle note musicali; a tratti si ferma e poi riprende il suo commovente cammino. Egli comanda la processione. La sua durata dipende dalla sua andatura. Rappresenta la massima espressione del mistero della via dolorosa del Cristo.
    Testo a cura di Franco Conte, tratto dal volume “Settimana Santa”, Centro Grafico Foggia, marzo 2010.
    (http://lamiasettimanasanta4a7.blogspot.com/2010/04/venerdi-santo-processione-dei-misteri.html)

  3. Giovedì Santo. Maria SS. della Pietà
    Il culto di Maria SS. della Pietà era zelato dalla Confraternita omonima, giuridicamente riconosciuta nel 1786, e rientrante tra gli obblighi statutari della medesima.
    I confratelli veneravano nella loro sede confraternale, che nel XVIII secolo era la cappella di S. Leonardo, alla piazza vecchia, su via Osteria Ducale, annessa all’ antico ospedale con ingresso da via S. Sofia, nel borgo antico, una tela della Pietà risalente allo stesso secolo e di autore ignoto, collocata sulla pala dell’ altare maggiore.
    Nel 1873 il sodalizio si sciolse. Fu così che alcuni sodali, molto devoti alla Madonna della Pietà, al fine di continuare la tradizione in atto da tempi remoti, chiesero ed ottennero dalla Confraternita del SS. Sacramento, l’ autorizzazione ad usare il simulacro della Pietà che si venerava nella loro cappella, organizzando la processione sempre il Venerdì di Passione
    .E nel 1945, per evitare che si svolgessero due processioni simili, si decise di commissionare un’ altra statua con la sola Madonna in cerca del Figlio, in modo che il corteo si potesse snodare regolarmente il Giovedì Santo, senza alcuna incongruenza. La statua fu offerta dalla famiglia Porcelli che, durante l’ anno, la custodiva nella sua abitazione.
    Nel 1992 il sodalizio della Pietà, in accordo con il Padre Spirituale don Giacomo Cirulli e su proposta del Vescovo diocesano Mons. Giovan Battista Pichierri, decise di abolire il rito processionale del Giovedì Santo in quanto, in questa sera, le chiese sono mete di pellegrinaggi di fedeli che adorano in silenzio il SS. Sacramento e nelle stesse vengono organizzate solenni ore di adorazione, e quindi la processione distoglieva tutti dal raccoglimento.

    Testo a cura di Franco Conte, tratto dal volume “Settimana Santa”, Centro Grafico Foggia, marzo 2010
    http://lamiasettimanasanta4a7.blogspot.com/2010/04/sabato-santo-processione-delle-donne-al.html

  4. mio padre, nel forno mentre fumava. Grazie per questo momento bellissimo, anche se lui non c’e più.

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