Le mostre con le foto di Enrico Scuro

  Fare gli Italiani 1861-2011. 150 Anni di Storia Nazionale TORINO – Officine Grandi Riparazioni Dal 17 marzo al 20 novembre 2011 Realizzazione: Comitato Italia 150 e Città di Torino  “Celebrare l’anniversario dell’Unità del nostro paese non è un rito retorico. Non possiamo come Nazione pensare il futuro senza memoria e coscienza del passato […] quello resta un patrimonio vivo, …

 

Fare gli Italiani

Fare gli Italiani
1861-2011.
150 Anni di Storia Nazionale

TORINO – Officine Grandi Riparazioni
Dal 17 marzo al 20 novembre 2011
Realizzazione:
Comitato Italia 150 e Città di Torino 

“Celebrare l’anniversario dell’Unità del nostro paese non è un rito retorico. Non possiamo come Nazione pensare il futuro senza memoria e coscienza del passato […] quello resta un patrimonio vivo, cui ben si può attingere per ricavare fiducia nelle virtù degli italiani, nel loro senso del dovere comune e dell’unità, e nella forza degli ideali”.
GIORGIO NAPOLITANO
Messaggio di fine anno, 31 dicembre 2010

All’interno delle Officine Grandi Riparazioni di Torino – capolavoro dell’architettura industriale nel cuore della città – la mostra Fare gli Italiani.150 anni di storia nazionale offre uno sguardo sul lungo processo di formazione della nostra identità nazionale, tra successi e cadute, luci e ombre. Per valutare criticamente gli elementi che ci hanno tenuto insieme e quelli che hanno mantenuto o alimentato le divisioni. Per meditare su quello che abbiamo saputo costruire e su quello che ancora dobbiamo fare. La mostra fa parte di Esperienza Italia 150, il grande calendario di appuntamenti che Torino e il Piemonte offrono al Paese per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia.
Fare gli Italiani – realizzata dal Comitato Italia 150 e dalla Città di Torino, curata da Walter Barberis e Giovanni De Luna, con la direzione artistica di Paolo Rosa, main sponsor Intesa Sanpaolo – non è una esposizione celebrativa, né una semplice successione di date e avvenimenti. Saremo noi, gli Italiani, i veri protagonisti della mostra. Noi, con le nostre differenze e le nostre tradizioni, con i nostri volti e le nostre voci.
Un lungo racconto per ritrovare quei momenti che ci hanno avvicinato e fatto stringere insieme in un sentimento comune, quei momenti in cui abbiamo sentito veramente di appartenere a un unico popolo, un’unica nazione.
Fare gli Italiani è un allestimento multimediale che si sviluppa lungo 10 mila mq, una grande narrazione che parla i linguaggi tipici di ogni epoca: la pittura e la scultura, la carta stampata, la fotografia, la voce della radio, le immagini del cinema e della televisione, fino alle più recenti comunicazioni in rete.
La mostra prende la forma di un territorio da esplorare fatto di molteplici percorsi possibili, come molteplici furono le idee e i centri politici del Risorgimento – da Torino a Palermo, da Napoli a Milano – e come molteplici furono le diverse fisionomie culturali di coloro che pensarono e si adoperarono per l’Unità nazionale: Cavour e Vittorio Emanuele II, ma anche Cattaneo, Mazzini, Garibaldi, Gioberti e D’Azeglio, insieme a tanti altri.
Il percorso espositivo di Fare gli Italiani si sviluppa su due livelli complementari, uno posto a terra, l’altro in altezza.
Il primo, la corrente, è un filo cronologico che ci accompagna lungo tutta la visita: seguendo la successione delle date, verranno ripercorsi tutti gli avvenimenti che hanno segnato il nostro essere italiani. Dalla politica, all’economia, dalla cultura alla scienza, senza tralasciare le grandi imprese sportive.
Ma il cuore della mostra è costituito dalle isole tematiche che hanno il compito di esprimere e di indicare quali sono stati i fenomeni che maggiormente hanno influito sul profilo degli Italiani. Attraverso i fondali dei teatri d’opera, simbolo del melodramma che fu uno dei linguaggi prevalenti nell’Ottocento, si aprirà un vero e proprio paesaggio dell’Italia preunitaria, premessa di ogni tappa successiva.
Un percorso che ha il passo solenne di una “processione” o il ritmo sognante di un viaggio in treno, passando attraverso il cigolio degli ingranaggi di una fabbrica, il vociare di un’aula scolastica, il clamore di una manifestazione. Vi sono infatti isole tematiche dedicate alla Scuola, alla Chiesa, ai Mezzi di trasporto, alle Fabbriche, alla Partecipazione politica.
Non manca una riflessione sulle Migrazioni: sul nostro presente di paese che ospita, ma soprattutto sul nostro passato che ha visto uomini e donne lasciare il territorio nazionale, oppure spostarsi dal Sud al Nord, dall’ Est all’Ovest, nel contesto di un continuo cambiamento economico del paese.
Sono guardati con attenzione i diversi luoghi che hanno portato masse di italiani ad incontrarsi: le grandi fabbriche che hanno avvicinato milioni di persone, le trincee della Prima Guerra mondiale; le Campagne, un universo fatto di chiaroscuri, vitale ed arretrato al tempo stesso; i Mezzi di comunicazione di massa e i fenomeni dell’unificazione linguistica e culturale; l’esplosione dei Consumi.
Ma non sono trascurati gli aspetti più ambigui della nostra storia: le tragiche vicende della Seconda Guerra mondiale; o il dramma della criminalità organizzata.
Rimarranno negli occhi molte immagini della nostra identità e della nostra storia ma anche una fotografia dell’Italia odierna: dell’agricoltura specializzata e della rete di piccole e medie imprese; l’Italia multiculturale; ma anche l’Italia delle Forze Armate impiegate in missioni di pace; l’Italia del volontariato e della Protezione civile a soccorso delle vittime di tutte le catastrofi naturali.
Rimarrà in ciascun visitatore l’interrogativo: siamo riusciti, e in che misura, a “fare gli Italiani”? Ognuno avrà, con questa mostra, gli strumenti per dare una risposta.

Curatori scientifici
Walter Barberis e Giovanni De Luna
Consulenti
Aldo Agosti, Piero Bevilacqua, Paolo Cozzo, Antonio Gibelli, Giovanna Ginex, Nicola La Banca, Salvatore
Lupo, Vittorio Marchis, Marco Meriggi, Massimo Negri, Edoardo Novelli, Stefano Pivato, Pier Paolo Poggio, Vanessa Roghi, Simonetta Soldani, Maddalena Tirabassi, Mario Virano

Direzione artistica
Paolo Rosa
Progetto Grafico
Magutdesign
In collaborazione con:
Teatro Stabile di Torino, Rai, Touring Club Italiano, Cinecittà Luce, Teatro Regio di Torino, Museo Nazionale del Cinema, Fondazione Torino Musei – GAM Torino, Agenzia Ansa


Bologna Anni delle Stragi

Bologna e gli anni delle stragi

BOLOGNA – Palazzo d’Accursio

16 luglio – 20 agosto 2010

 

Le immagini delle stragi dell’Italicus, Ustica, 2 Agosto e del rapido 904 nel contesto sociale, politico e culturale di Bologna negli anni Settanta e Ottanta


Lottavano così come si gioca

Lottavano così come si gioca …

frammenti istantanei di Enrico Scuro

TORINO – Cortile del Rettorato

21 ottobre – 14 novembre 2008

 

Nell’ambito della rassegna multidisciplinare:

Settanta Ottanta

La mutazione italiana intorno al 1978

Organizzazione: Associazione Culturale Franti – Nisi Masa,

in collaborazione con Museo Nazionale del Cinema – Fondazione Maria Adriana Prolo e Associazione Museo Nazionale del Cinema

“Quella manciata di anni che stravolsero per sempre la fisionomia del nostro paese saranno raccontati grazie ad una rassegna multidisciplinare: cinema, teatro, reading, una mostra fotografica e incontri con chi ha raccontato quell’epoca, per cercare di decifrare un periodo storico affascinante e terribile, un’epoca difficilmente comprensibile, soprattutto per le generazioni più giovani.”


Mostra Il treno di John Cage

1978 – Il treno di John Cage

BOLOGNA – MAMbo MUSEO D’ARTE MODERNA DI BOLOGNA

30 maggio-20 luglio 2008

 

Il Duchamp della musica. È spesso stilizzato così, con un unico tratto, il profilo di John Cage, con un’equazione che lo sfronda delle mille diramazioni che ha dato alla sua musica e che la sua musica ha dato a quella degli altri; ma è anche una battuta che in un solo istante accomuna due tra i massimi artisti del Novecento sotto un’unica bandiera: quella della portata rivoluzionaria del loro pensiero estetico, ma ancor più delle loro azioni estetiche.

Succede che tra le mille invenzioni di Cage, anche un treno – come già era accaduto a un pianoforte – sia finito vittima delle sue “preparazioni”. E non è un caso che il tutto sia successo in Italia, anzi, in Emilia-Romagna, in un momento in cui (stiamo parlando del 1978) tutta la regione, e Bologna in particolare, stavano vivendo anni d’oro, simboleggiati forse da quel Dams dove tanti pionieri dello studio musicale ben conoscevano il verbo cageiano.


Mostra Bologna orgogliosa

Bologna Orgogliosa 1978-2008

BOLOGNA – Galleria Accursio

1 – 11 maggio 2008

 

Questa esposizione fotografica è stata curata e realizzata all’interno del Progetto Memoria del Centro di Documen­tazione Arcigay “Il Cassero”. Il progetto si propone di recuperare e conservare i diversi tipi di documenti e materiali che permettono di ricostruire la storia del movimento LGBT in Italia. La mostra rappresenta l’occasione per valorizzare il patrimonio conservato dal Centro di Documentazione e vuole essere anche un invito ad arricchire con ulteriori contributi questa inestimabile raccolta.

Nato nel 1983, il Centro di Documentazione Arcigay “Il Cassero” è uno dei maggiori archivi LGBT nazionali e tra i maggiori d’Europa.

L’archivio è convenzionato con l’IBACN, Istituto Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia Romagna e con il MBAC, Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

I cataloghi sono consultabili on line sul sito www.cassero.it/doc


Gli anni di Marzo

Gli anni di Marzo. E’ accaduto a Bologna

BOLOGNA – Galleria Accursio

22 febbraio – 13 marzo 2008

 

La mostra fotografica storica sul ’77 a Bologna e il relativo catalogo (Minerva Edizioni) hanno richiesto alcuni anni di preparazione per il censimento e il recupero del materiale fotografico, sia negli studi dei fotografi bolognesi che all’epoca dei fatti avevano documentato le vicende per i giornali locali o le istituzioni, sia presso cittadini privati che pur non essendo professionisti avevano scattato immagini per uso personale.

È stata attivata così una catena di ricerca che ha portato all’acquisizione di moltissimo materiale e alla creazione di un fondo fotografico, un racconto a più voci, in grado di rappresentare con la sua articolazione, un panorama di grande respiro delle tensioni e degli avvenimenti vissuti dalla città.

La mostra, composta da circa 200 immagini e il relativo catalogo rappresentano l’approfondimento fotografico più importante finora mai realizzato su quegli anni.


Locandina 77

SETTANTASETTE

BOLOGNA – Palazzo Paleotti

28 settembre – 26 ottobre 2007

 

A cura dell’Archivio Storico dell’Università di Bologna

Mostra documentaria sul ’77 a Bologna nell’ambito del

Convegno Internazionale

Ripensare gli anni settanta

promosso dall’Università di Bologna ed organizzato dal Dipartimento di Discipline Storiche, in collaborazione con l‘Archivio Storico dell’Università e l’Istituto Storico Parri Emilia-Romagna (27-29 settembre 2007)


Mostra gli Anni 70 a Bologna

GLI ANNI ’70 A BOLOGNA

BOLOGNA – Parco della Cà Bura

24 maggio – 4 giugno 2007

 

a cura dell’Unione Fotografi Organizzati

Nell’ambito di

MANIFESTA, la festa della Cgil di Bologna


Mostra al VAG61

1977, IL “COMPLOTTO” ALLA LUCE DEL SOLE

BOLOGNA – Officina dei Media Indipendenti VAG61

10 – 29 marzo 2007

Mostra documentaria (giornali, riviste, manifesti, fotografie, volantini)

a cura del Centro di documentazione dei Movimenti “F. Lorusso – C. Giuliani”
e dell’Archivio “M. Pezzi”


Le giornate del Marzo ’77 a Bologna

BOLOGNA – VAG

11 – 18 marzo 2006

mostra fotografica e documentaria

a cura dell’Archivio Camera Chiara


Movimento del ’77 a Bologna

BOLOGNA – VAG

11 marzo 2005

ristampe a cura dei fotografi di UFO

Il Centro di documentazione dei movimenti Francesco Lorusso – Carlo Giuliani (c/o VAG, via Paolo Fabbri 110) in occasione del 28° anniversario dell’assassinio di Francesco Lorusso organizza nei giorni 10/11/12 marzo una serie di iniziative per ricordare Francesco.


Catalogo Spazi occupati

Spazi occupati – Spazi liberati. ’77 il futuro alle spalle

MACERATA – Galleria degli Antichi Forni

19 febbraio – 2 marzo 2005

 

organizzata dal Collettivo Csa Macerata e dalla Ya Basta Onluss in collaborazione con gli assessorati alla Cultura della Provincia e del Comune di Macerata.

La mostra racconta il ’77 trascurato e sottovalutato da storici e politologi: il ’77 controculturale, il ’77 creativo, il ’77 che ha cercato di parlare un linguaggio diverso da quello della politica istituzionale. web


77/97 Il grande caldo

77/97 Il grande caldo

BOLOGNA – Livello 57

11 marzo 1997

 

Come Zero in Condotta, insieme Gruppo di iniziativa per l’Amnistia, all’associazione culturale L’Orsa Minore e e Radio Città 103, proponiamo un evento che prevede: un concerto con gli Stormy Six, quelli della mitica Stalingrado (vero e proprio inno della controcultura politica di quegli anni), con Claudio Lolli, il cantautore, poeta e scrittore bolognese (chi non si ricorda Ho visto anche degli zingari felici ? ).

Quella sera presenteremo anche una mostra con le foto di Enrico Scuro che riguardano un periodo che va dal mese di gennaio al settembre 1977 (manifestazioni, assemblee, sit-in, feste, scontri, i funerali di Francesco Lorusso, il convegno di settembre).
Enrico ci ha prestato i negativi, Gilberto Veronesi di Camera Chiara sta pensando alla stampa e all’allestimento.


Mostra a cura del Quotidiano dei lavoratori

Marzo 77. Il Movimento. Lotte Sociali a Bologna

BOLOGNA – Palazzo Re Enzo (sala dei 300)

8 – 14 dicembre 1978  

organizzata dal “Quotidiano dei lavoratori”

 la presentazione di Sandro Toni


Religione popolare nel Mezzogiorno. Realtà e manipolazione della dinamica culturale delle classi subalterne nel Sud

Le processioni di Taranto

MESSINA – Aula Magna Università di Messina

1- 4 novembre 1976

 

nell’ambito del

Seminario – Convegno

Religione popolare nel Mezzogiorno. Realtà e manipolazione della dinamica culturale delle classi subalterne nel Sud


Il Gorilla Quadrumano

BOLOGNA – Galleria Comunale d’Arte Moderna

maggio 1975

 

sull’attività del gruppo di Drammaturgia 2 dell’Università di Bologna

(corso DAMS tenuto da Giuliano Scabia)


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